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PostHeaderIcon Abbazia Florens: consiglio comunale

Il 4 gennaio scorso s’è tenuto di mattina il consiglio comunale sul restauro dell’Abbazia florense, convocato dalla maggioranza in municipio dopo l’annuncio, da parte delle associazioni promotrici, d’una manifestazione apartitica a tutela del monumento e della legalità.

Secondo Piero Lopez, assessore ai Lavori pubblici, non c’erano motivi, il 19 dicembre, per indire un consiglio sui lavori in Abbazia; nonostante l’invio al Comune, il 15 dicembre 2009, d’una deliberazione con cui l’Autorità di vigilanza sui Lavori pubblici ha riscontrato gravissime irregolarità nell’iter amministrativo, finanziamenti europei sospesi dalla Regione Calabria, per questo informando la Procura della Repubblica e la Corte dei conti. Per l’organo nazionale di controllo sulle opere pubbliche, la giunta comunale ha assegnato la direzione dei lavori in violazione della legge e dei princìpi di correttezza, trasparenza e libera concorrenza sanciti dall’ordinamento interno e comunitario.

La manifestazione del 5 gennaio a tutela dell’Abbazia florense, promossa da vari gruppi della società civile, fra cui Un sorriso agli emigrati, Amici di Pino Masciari, 19luglio1992.com, Familiari Vittime di Mafia, Ammazzateci tutti e La Voce di Fiore, è stata il tormentone della maggioranza in consiglio, che ha accusato speculazioni, strumentalizzazioni, calcoli elettoralistici; sino a significare che “San Giovanni in Fiore non è la città di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e i gruppi antimafia devono andare altrove”.

Ha introdotto l’assessore al Bilancio, Giuseppe Lammirato (Pd), significando che ogni scelta e passaggio amministrativo del caso è stato secondo legge e che la deliberazione dell’Autorità di vigilanza è stata assunta esclusivamente sulla base d’una lettera dell’appaltatore. Il che non è vero, avendo l’Autorità richiesto gli atti al municipio.

Lammirato ha parlato della sospensione del restauro da parte della Soprintendenza Bap di Cosenza, avvenuta nel 2007. L’assessore ha omesso di specificarne le ragioni, cioè un improvvido ordine di servizio da parte dei direttori dei lavori, con invito della Bap al sindaco a rammentare agli stessi l’importanza degli incarichi assegnati.

Poi, l’accusa di Lammirato, immotivata, nei confronti della stampa che da un anno segue gli sviluppi del caso: dalla promessa di pronta risoluzione da parte del sindaco della città, al sequestro dell’edificio religioso da parte della Procura di Cosenza, sino alla deliberazione dell’Autorità di vigilanza. Con l’aggiunta, dell’assessore, di “speculazione politica ad opera di qualcuno”.

Il presidente del consiglio comunale ha respinto la richiesta dei consiglieri d’opposizione Marco Militerno (Vattimo per la città) e Antonio Barile (Pdl) di consentire interventi del pubblico.

Quindi Militerno ha letto la deliberazione dell’Autorità di vigilanza, informando i cittadini di tutte le mancanze riscontrate dall’Autorità di vigilanza, il cui atto è pubblico e consultabile da tutti.

Molta tensione nella maggioranza, che ha messo sotto accusa il libro “La società sparente” e i suoi autori, tacciandoli d’aver rovinato l’immagine della città e d’aver architettato una campagna denigratoria nei confronti di San Giovanni in Fiore. Ancora, accusata Angela Napoli, deputato della commissione parlamentare Antimafia. Secondo Lammirato, l’interessamento di Napoli sulla conversione, poi non avvenuta, del nuovo liceo scientifico in residenza sanitaria per anziani ha prodotto la nascita d’una casa di cura privata. Quindi sotto accusa Luigi De Magistris. Lopez ha sostenuto che l’ex pm ha usato per fini politici la sua funzione di magistrato, determinando le sofferenze fisiche del consigliere regionale Antonio Acri, scomparso di recente. Lo stesso Acri respinse ricostruzioni del genere, avendo vissuto con la più alta dignità e al di fuori d’ogni contrapposizione politica, la sua vicenda umana.

Barile ha ripercorso punto per punto il caso dell’Abbazia florense, entrando nei dettagli e basandosi sui documenti ufficiali. Ha tirato fuori una lettera della Bap di Cosenza, dello scorso 22 dicembre, nella quale si chiedono ai direttori dei lavori i progetti per le opere ordinate dal consulente tecnico della Procura di Cosenza, il docente universitario Luigi Ascione, in un sopralluogo dello scorso 27 luglio. Per la Bap, i ponteggi si possono eventualmente smontare solo quando avrà contezza di come, a riguardo, intendono procedere i direttori dei lavori.

La maggioranza ha espresso tutta la sua solidarietà ai direttori dei lavori, indagati dalla Procura contestualmente al sequestro dell’Abbazia. Inoltre, ha colpevolizzato le soprintendenze e l’impresa esecutrice, perfino sostenendo che gli esiti dei vari organi di controllo sono stati in qualche modo influenzati da rapporti di personaggi della città con i ministeri.

La manifestazione del 5 gennaio ha il merito d’aver certamente accelerato molti passaggi politici e amministrativi. Vedremo quali saranno gli sviluppi d’una vicenda ormai ampiamente uscita dai ristretti confini locali.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 05 Gennaio 2010 11:39 )